Un cece autoctono coltivato nella valle del Sinni fin da prima dell'unità d'Italia, il cui nome deriva dai 'Briganti' — combattenti della resistenza armata che se ne nutrivano mentre combattevano l'esercito piemontese negli anni '60 dell'800. Un tempo macinato in farina nei mulini ad acqua di pietra locali per pane e pasta, oggi è al centro di un progetto di rilancio che coinvolge una dozzina circa di campi coltivati, con l'obiettivo di mantenere i giovani nell'agricoltura della zona.